Qualora un Cliente intenda contestare un comportamento od un omissione della Banca, può formalizzare la propria istanza utilizzando, alternativamente, una modalità fra quelle a disposizione ossia:

  • lettera circostanziata consegnata direttamente all’Ufficio Sportello e Cassa presso la sede di Iccrea Banca S.p.A. in Via Lucrezia Romana 41/47 – 00178 Roma o inoltrata a mezzo servizio postale a “Ufficio Reclami - Iccrea Banca S.p.A. in Via Lucrezia Romana 41/47 – 00178 Roma “ oppure a mezzo fax al numero 06/72075633
  • e-mail indirizzata a: reclami@iccrea.bcc.it
  • compilazione dell’apposito modulo disponibile presso l’Ufficio Sportello e Cassa presso la sede di Iccrea Banca S.p.A.
I reclami irritualmente presentati con modalità diverse dalle precedenti oppure indirizzati ad indirizzi di posta elettronica diversi da quello indicato saranno considerati pervenuti al momento della loro regolarizzazione.

La Banca si impegna ad osservare le seguenti tempistiche di risposta, differenziate in funzione dei prodotti di riferimento, ossia:

  • per i reclami attinenti i servizi di investimento, entro sessanta giorni dalla data di ricezione del reclamo
  • per i reclami attinenti i sistemi di pagamento, nei termini disciplinati dal D. Lgs. n. 11 del 27/01/2011 c.d. Direttiva “PSD”, avendo presente la natura del reclamo (contestazione ovvero richiesta di rimborsi ) ed alla tipologia della disposizione (“preautorizzate” ovvero “non preautorizzate”)
  • per gli altri reclami, non oltre i trenta giorni dalla data di ricezione del reclamo

Laddove il Cliente non abbia ricevuto la risposta entro i termini previsti, ovvero non si ritenga soddisfatto in relazione all’esito del reclamo, prima di ricorrere al Giudice, potrà ricorrere:

1) in caso di controversie inerenti servizi e attività di investimento:

  • all’Ombudsman Giurì Bancario, entro due anni dal fatto contestato, nei limiti di 100.000 euro se il reclamo comporta la richiesta di una somma di denaro, senza limiti di importo in tutti gli altri casi
  • la contestazione non sia stata portato all’esame dell’Autorità giudiziaria o di un collegio arbitrale o sottoposta ad una procedura di conciliazione ancora in corso
  • il ricorso abbia ad oggetto l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà, indipendentemente dal valore del rapporto al quale si riferiscono; Il Collegio emette una decisione che è vincolante per la Banca ma non per il Cliente, che può ricorrere all’autorità giudiziaria ovvero ad altri strumenti previsti dall’ordinamento per la tutela dei propri interessi
  • al Conciliatore Bancario Finanziario, anche in assenza di preventivo reclamo. La procedura può essere avviata dalla clientela o dall’intermediario attraverso la presentazione di un’istanza al Conciliatore Bancario e Finanziario, il quale, dopo aver istruito la pratica, richiede alla controparte se intende o meno aderire; l’adesione della controparte alla procedura non è obbligatoria
  • alla Camera di Conciliazione e arbitrato presso la Consob, per controversie in merito all’osservanza da parte della Banca degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con gli investitori (non professionali). La procedura può essere avviata unicamente su iniziativa dell’investitore e a condizione che sia stato presentato un reclamo all’intermediario e non sia stata attivata altra procedura di conciliazione. L’adesione della controparte alla procedura è volontaria. Resta salvo il diritto dell’investitore di adire l’autorità giudiziaria ordinaria, anche per il riconoscimento del risarcimento del maggior danno subito in conseguenza dell’inadempimento, oltre all’indennizzo già stabilito

2) in caso di controversie relative ad operazioni e servizi bancari e finanziari:

  • all’Ombudsman Giurì Bancario, in materia di bonifici transfrontalieri, a condizione che il reclamo non sia stato portato all’esame dell’Autorità giudiziaria o di un collegio arbitrale ovvero non sia stato sottoposto ad una procedura di conciliazione ancora in corso e che abbia ad oggetto l’indennizzo o il rimborso dovuto all’esecuzione del bonifico transfrontaliero, quantificabili nell’ammontare massimo del bonifico medesimo che non può comunque superare il valore di 50.000 €.
    Il Collegio emette una decisione che è vincolante per la Banca ma non per il Cliente, che può ricorrere all’autorità giudiziaria ovvero ad altri strumenti previsti dall’ordinamento per la tutela dei propri interessi
  • al Conciliatore Bancario Finanziario, anche in assenza di preventivo reclamo. La procedura può essere avviata dalla clientela o dall’intermediario attraverso la presentazione di un’istanza al Conciliatore Bancario e Finanziario, il quale, dopo aver istruito la pratica, richiede alla controparte se intende o meno aderire; l’adesione della controparte alla procedura non è obbligatoria
  • all’Arbitro Bancario Finanziario, se il fatto contestato è successivo alla data del 1° gennaio 2007 e nei limiti di 100.000 euro se il reclamo comporta la richiesta di una somma di denaro, senza limiti di importo in tutti gli altri casi. Il ricorso può essere presentato nel caso in cui la controversia riguardi operazioni e servizi bancari e finanziari (compresi bonifici transfrontalieri), esclusi i servizi di investimento